Dott.ssa Barbara Berti · Odontoiatra a Lucca
Paura del dentista a Lucca
Per chi rimanda da anni, per chi ha avuto un’esperienza brutta, per chi si vergogna della propria bocca: si parte parlando, con la poltrona dritta e nessuno strumento in mano.
4,9 su 5 · 415 recensioni Google dello studio di Lucca«Professionalità , gentilezza. Il meglio per ritornare a sorridere.»
Patrizio B., recensione Google dello studio di Lucca
Parlarne non impegna. Nessun impegno a iniziare una cura: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.
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Preferisci scrivere? WhatsApp 349 3047594Immagine ricostruita al computer a partire dalle fotografie vere della dottoressa; le altre persone non sono reali. I tempi e i risultati variano da persona a persona.

In sintesi
In questa pagina spiego come lavoro con chi ha paura del dentista a Lucca: cosa succede alla prima visita, come ci si accorda sul segnale per fermarsi, perché l’anestesia si aspetta e si verifica, e come si costruisce la fiducia una seduta corta alla volta.
La paura del dentista è tra le cose che mi dicono più spesso al telefono, prima ancora di spiegarmi cosa fa male. A volte nasce da un’esperienza brutta da bambini, a volte dal rumore, dall’odore, dal non poter controllare niente con la bocca aperta. Spesso è vergogna per anni senza controlli. Nessuna di queste cose mi sorprende.
Qui racconto come lavoro con chi arriva a Lucca con questa paura: cosa succede alla prima visita, cosa decidiamo prima di toccare un dente, cosa posso fermare in qualsiasi momento. Non prometto che diventi piacevole. Prometto che si procede un passo alla volta, con un accordo chiaro su chi comanda in poltrona.
Preferisci parlarne a voce? 0583 050656, rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00. Parlarne non impegna.
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Cosa dicono i pazienti dello studio di Lucca
Mi hanno fatto un igiene molto accurata, con gentilezza e professionalità. Durante l'igiene hanno scoperto una piccola carie e si sono resi pronti e disponibili ed effettuare la cura immediata. Sono sempre precisi negli orari.
Ho fatto l’igiene dentale con Barbara e mi sono trovata benissimo! Avendo i denti molto sensibili, è stata l’unica a utilizzare uno spray per rendere il trattamento meno fastidioso. Nulla da togliere agli altri che sono tutti super bravi, ma questo gesto in più mi ha fatto davvero tanto piacere. ❤️ A volte sono proprio queste piccole attenzioni a fare la differenza e a farti sentire coccolata e in buone mani. Grazie Barbara!
Paura del dentista a Lucca: vuoi un parere sul tuo caso?
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Cosa succede alla prima visita se ho paura del dentista?
Si parla, si guarda e si decide insieme cosa fare dopo. Non si cura niente, a meno che non ci sia un dolore da fermare e la persona lo chieda.
Chi ha paura spesso mi chiede di non guardare nemmeno. Va bene: cominciamo seduti, con la poltrona dritta, e mi faccio raccontare cosa è successo le altre volte. Quando sento che possiamo guardare, lo faccio con lo specchietto e la luce, dicendo ad alta voce quello che vedo, senza strumenti che fanno rumore. Se serve una radiografia la spiego prima; se quel giorno non se la sente, si rimanda. Il resto lo racconto nella pagina sulla prima visita.
Alla fine scrivo un elenco di cose da fare, in ordine, e lo leggiamo insieme. Chi ha paura ha bisogno di sapere cosa lo aspetta più di chiunque altro: quante sedute, quanto durano, cosa si sente. Di solito partiamo dalla cosa più semplice, così la prima esperienza di cura è breve e finisce bene: un’igiene prima di un’otturazione, per esempio. La fiducia si costruisce con sedute che vanno come avevo detto.
- Il segnale. Alzare la mano sinistra vuol dire che mi fermo, subito, senza bisogno di spiegare perché.
- I tempi. Le prime sedute sono corte e si sa prima quanto durano; se chiede una pausa, la pausa si fa.
- Le parole. Dico cosa sto per fare un attimo prima di farlo, così niente arriva a sorpresa.

Posso fermare il dentista durante la cura?
Sì, sempre. Il segnale di stop vale per tutta la cura, e lo rispetto anche se mancano trenta secondi alla fine.
La paura più grande, per molti, non è il dolore ma l’idea di non poter scappare. Per questo il segnale è la prima cosa che stabiliamo, e la metto alla prova: nelle prime sedute chiedo io di usarlo, così la persona scopre che funziona davvero. Mi fermo, tolgo le mani dalla bocca, aspetto. Chi sa di poter fermare tutto in genere non lo fa quasi mai; chi non lo sa resta rigido dall’inizio alla fine.
Durante la cura parlo poco ma dico le cose che contano: adesso una pressione, adesso un rumore, adesso un po’ d’acqua. Chiedo di respirare con il naso, lentamente, perché chi trattiene il fiato si contrae e si stanca. Se vedo le mani serrate sui braccioli mi fermo da sola. Con alcune persone ci accordiamo per una pausa ogni dieci minuti, con la poltrona che si alza. È più lungo, e va bene così.

Perché fa meno male di quello che ricordo?
Perché l’anestesia locale si aspetta e si verifica prima di cominciare, e perché una cura fatta per tempo è quasi sempre più piccola di quella rimandata.
Molti ricordi brutti nascono da cure fatte in fretta o con l’anestesia non ancora in effetto. Io la metto, aspetto, poi controllo toccando il dente: se sente ancora, si aggiunge e si aspetta ancora. Il pizzico dura pochi secondi; quando l’effetto è completo il dente non si sente, e in genere passa dopo una-tre ore. Come funziona e cosa si può fare dopo lo spiego nella pagina sull’anestesia.
L’altra metà della verità è che rimandare rende tutto più grande. Una carie piccola si cura in una seduta, con poca anestesia; la stessa carie dopo tre anni arriva alla polpa e chiede una devitalizzazione. Chi ha paura spesso aspetta che faccia male, e il dolore è proprio ciò che rende la cura più impegnativa. Non lo dico per fare colpa: lo dico perché la prossima cosa da curare, se la troviamo in tempo, sarà breve.

Mi vergogno della mia bocca: cosa dirà la dottoressa?
Dirà cosa vede e cosa si può fare, in quest’ordine, e non chiederà perché non è venuta prima.
La vergogna tiene lontane più persone della paura del dolore. Arrivano con la mano davanti alla bocca, si scusano prima di sedersi, mi avvisano che troverò un disastro. In genere trovo denti trascurati, tartaro, qualche radice: cose che vedo tutti i giorni e che hanno un ordine di cura. Non commento lo stato, lo descrivo. E se vedo che la persona non regge la lista completa, parto dai primi due o tre punti.
C’è una cosa che dico sempre: essere qui oggi era la parte difficile, ed è già fatta. Da qui in poi il lavoro è mio. Se ci sono denti da togliere lo dico con chiarezza, perché le mezze parole fanno più paura della verità; se serve una valutazione per una protesi la facciamo quando la bocca è pulita e stabile, non il primo giorno. Nessuno esce dalla visita con un programma che non ha capito.
È meglio fare tutto in una volta o poco alla volta?
Per chi ha paura, quasi sempre poco alla volta: sedute brevi, in un ordine che parte dalle urgenze e poi dalle cose semplici.
L’idea di finire tutto in una mattina è tentante, e qualcuno me la chiede proprio per non dover tornare. Capisco la logica, ma di solito non la consiglio: una seduta lunga per una persona tesa è una seduta che finisce male, e il ricordo di quella seduta decide se tornerà. Preferisco tre appuntamenti da mezz’ora che vanno bene a uno da due ore sopportato a denti stretti. L’ordine lo stabiliamo insieme, e si può cambiare.
Tra una seduta e l’altra chiedo poche cose: spazzolare bene, usare il filo, tornare alla data stabilita anche se non fa male niente. Chi ha paura tende a sparire appena il dolore passa, e il ciclo ricomincia. Per questo fisso l’appuntamento successivo prima di salutarci, e se salta ne fisso un altro senza commenti. Il controllo ogni sei mesi è ciò che alla fine toglie la paura: ci si abitua a venire quando non c’è niente da curare.
- Prima il dolore. Se un dente fa male o c’è un’infezione, quello viene prima di tutto, anche se fa più paura.
- Poi il semplice. Igiene e otturazioni piccole: sedute brevi che insegnano al corpo che in poltrona si può stare.
- Infine il grande. Devitalizzazioni, corone, estrazioni: quando la fiducia c’è, e con un collega quando serve.
La sedazione serve a chi ha paura del dentista?
A pochi. La maggior parte delle persone con paura, con il tempo e il segnale di stop, si cura con la sola anestesia locale; quando non basta se ne parla in visita.
Mi chiedono spesso se esiste un modo per «non esserci». Esiste, ma non è la prima cosa che propongo, perché non insegna nulla: la volta dopo la paura è uguale a prima. Preferisco che la persona scopra, su una cura breve, che riesce a stare in poltrona e a fermarmi quando vuole. Nella maggior parte dei casi questo basta, e chi arrivava rigido alla terza seduta chiacchiera mentre preparo gli strumenti.
Ci sono però situazioni in cui il percorso graduale non è realistico: una fobia vera, che impedisce anche di sedersi; un riflesso del vomito molto forte; una cura lunga e urgente in una persona che non ce la fa. In questi casi lo dico con onestà, e la possibilità di lavorare con un supporto farmacologico si valuta in visita: quando è la strada giusta, indirizzo al collega dello studio che se ne occupa. Non è un fallimento, è un’altra via per arrivare alle cure.
Paura del dentista a Lucca: le situazioni che vedo più spesso
A Lucca chi mi chiama per la paura del dentista è, nella maggior parte dei casi, un adulto che non fa un controllo da molti anni e che si è deciso perché qualcosa ha cominciato a fare male, o perché un figlio gli ha chiesto perché lui non ci va mai. Spesso è il compagno o la compagna a telefonare. Dico a chi chiama di spiegarmelo subito, al telefono: così organizzo il primo appuntamento come una visita di conoscenza, con tempo in più, e la persona sa già che quel giorno non si cura niente. A chi mi dice «non voglio nemmeno sapere cosa c’è» rispondo che va bene: sapere a tappe è lecito, e si può cominciare da una cosa sola.
Nella Piana di Lucca vedo anche parecchie persone che la paura l’hanno presa da adulte, dopo una cura andata male altrove o un’estrazione difficile: tornano dal dentista solo per le urgenze, e ogni urgenza conferma la paura. A loro propongo di rompere il ciclo con una seduta in cui non succede niente di impegnativo, un’igiene o una piccola otturazione, scelta apposta. Arrivano anche da Capannori, Porcari e Altopascio, qualche volta con un genitore o un figlio che resta in sala d’attesa, o accanto alla poltrona se aiuta; non ho niente in contrario. Alla fine della prima visita chiedo sempre la stessa cosa: fissiamo adesso la prossima data, anche se è tra un mese.
Chi arriva da Capannori, Porcari, Altopascio, San Marco e Sant'Anna concorda con la segreteria gli appuntamenti in orari comodi, concentrando visita e cura nella stessa settimana quando è possibile. Lo studio è a San Marco, in Via delle Ville Prima 966, fuori dalle Mura, a pochi minuti dall'uscita Lucca Est della A11 e dalla circonvallazione, con parcheggio davanti allo studio. Ricevo su appuntamento presso lo Studio Dentistico Adamanti di Lucca: la segreteria risponde al 0583 050656 e su WhatsApp negli orari di apertura.
Quando paura del dentista non è la strada giusta?
Il percorso graduale che descrivo non è la risposta giusta per tutti, e in alcuni casi lo dico subito.
- Gonfiore, febbre, dolore notturno. Con un’infezione in corso non si aspetta la fiducia: si interviene lo stesso giorno, e della paura ci si occupa dopo.
- Un bambino con paura. Con i bambini il lavoro è diverso, per tempi e parole: ne parlo nella pagina sui denti dei bambini, non qui.
- Una fobia che blocca tutto. Se non riesce nemmeno a entrare nella stanza, il percorso a tappe non basta: si valuta in visita un supporto, e indirizzo al collega dello studio.
- Chi vuole tutto in una seduta. Capisco la fretta, ma la seduta lunga e sopportata è quella che fa tornare la paura: preferisco dirlo prima.
- Chi cerca la promessa che non sentirà niente. Non la faccio. Posso promettere di fermarmi, di aspettare l’anestesia, di dire la verità. Il fastidio, qualche volta, c’è.
- Chi sparisce dopo l’urgenza. Se la paura porta a curare solo quando fa male, ogni cura sarà più grande della precedente: il controllo fissato vale più di qualsiasi tecnica.
Come si svolge il percorso, in tre passi?
- 1La visita di conoscenza. Si parla, si guarda, si fa una radiografia se serve e se se la sente. Si esce con un elenco in ordine e con il segnale di stop già stabilito.
- 2Le cure, in sedute brevi. Prima il dolore, poi le cose semplici, poi quelle grandi. Anestesia aspettata e verificata, pause quando servono, nessuna sorpresa.
- 3I controlli. In genere ogni sei mesi, con l’igiene: sedute in cui non succede niente, che sono quelle che fanno passare la paura. La data si fissa prima di uscire.
Chiama lo 0583 050656 (rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.
Come si può pagare?
La visita ha un costo indicato prima, quando si prenota; se dalla visita nasce un piano di cure, ogni voce ha il suo costo scritto e si paga per prestazione, man mano che si fa.
Il piano di cura è scritto e ti viene consegnato dopo la visita, prima di qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende, in quante fasi si svolge e cosa succede se il percorso cambia strada.
Per le cure che si sviluppano in più sedute, come una corona o un percorso sulle gengive, il pagamento segue le fasi del lavoro, secondo quanto concordato con la segreteria prima di iniziare. Si paga con carta, bancomat o bonifico; per ogni pagamento viene emessa fattura.
Le cure odontoiatriche sono spese sanitarie: la fattura serve per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, secondo le regole in vigore, anche quando il paziente è un minore a carico.
- Piano scritto. Consegnato dopo la visita, con le alternative possibili e i tempi previsti.
- Pagamento per fasi. Concordato con la segreteria prima di iniziare, sulla base del piano.
- Fattura per ogni pagamento. Spesa sanitaria detraibile secondo le regole in vigore.
Cosa dicono i pazienti dello studio di Lucca
Recensioni Google della struttura odontoiatrica in cui la dottoressa riceve (Studio Dentistico Adamanti di Lucca), riportate alla lettera. Riguardano lo studio nel suo insieme, non necessariamente le cure della dottoressa.
Ho fatto l’igiene dentale con Barbara e mi sono trovata benissimo! Avendo i denti molto sensibili, è stata l’unica a utilizzare uno spray per rendere il trattamento meno fastidioso. Nulla da togliere agli altri che sono tutti super bravi, ma questo gesto in più mi ha fatto davvero tanto piacere. ❤️ A volte sono proprio queste piccole attenzioni a fare la differenza e a farti sentire coccolata e in buone mani. Grazie Barbara!
Mi hanno fatto un igiene molto accurata, con gentilezza e professionalità. Durante l'igiene hanno scoperto una piccola carie e si sono resi pronti e disponibili ed effettuare la cura immediata. Sono sempre precisi negli orari.
Mi trovo a Lucca e ho un problema ai denti. Ho ottenuto un appuntamento il giorno successivo dopo aver inviato un messaggio su WhatsApp. L'esperienza è stata eccellente, tutto il personale è molto gentile e professionale. Lo consiglio vivamente!
Il primo passo è una visita
Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare una cura: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.
Domande frequenti: paura del dentista a Lucca
1. Posso venire solo per parlare, senza farmi visitare?
Sì. Qualcuno usa il primo appuntamento solo per conoscere lo studio e raccontarmi la propria storia, e la bocca la guardiamo la volta dopo. Preferisco così piuttosto che non venga. Lo dica quando telefona, così organizzo il tempo. La visita vera la facciamo quando se la sente.
2. Posso portare qualcuno con me in studio?
Sì. Un compagno, un amico, un genitore: una persona di fiducia può restare accanto alla poltrona durante la visita e, se aiuta, anche durante le cure. Chiedo solo che resti seduta e lasci parlare chi è in poltrona. Per molti è il dettaglio che cambia il primo appuntamento.
3. Ho paura dell’ago dell’anestesia: ci sono alternative?
L’ago è la parte più temuta e la più breve. Lo metto piano, dicendo cosa sto facendo, e la puntura dura pochi secondi. Per le cure piccole si può a volte provare senza anestesia e metterla solo se serve: lo decidiamo insieme. Chi teme la puntura di solito la tollera meglio di quanto pensasse.
4. Il riflesso del vomito è un problema per le cure?
È comune e si gestisce. Aiutano la posizione meno reclinata, il respiro con il naso, le sedute brevi e le radiografie fatte con calma. Nei casi forti ne parliamo in visita e scegliamo come procedere, eventualmente con il collega dello studio. Me lo dica prima: so come organizzarmi.
5. Posso prendere qualcosa per calmarmi prima dell’appuntamento?
Non lo consiglio senza averne parlato: alcuni farmaci rendono impossibile guidare e cambiano il modo in cui si vive la seduta. Se il suo medico ritiene utile un ansiolitico, me lo dica quando fissiamo l’appuntamento, così organizzo la seduta di conseguenza. In genere, però, il segnale di stop e le sedute brevi bastano.
6. Quanto dura la prima seduta per chi ha paura?
Più della norma, perché una parte è dedicata a parlare. Il tempo esatto glielo dico quando fissiamo l’appuntamento, e lo rispetto: chi ha paura ha bisogno di sapere quando finisce. Le sedute di cura successive, invece, le tengo corte apposta, con la possibilità di fermarsi in qualsiasi momento.
7. Se sparisco per anni, dovrò ricominciare da capo?
No. Quando torna riprendiamo da dove eravamo, con una visita di aggiornamento e, se serve, una nuova radiografia. Non faccio rimproveri: essere tornati è quello che conta. Molte persone con paura fanno questo percorso a tappe, con pause lunghe, e arrivano comunque in fondo.
8. La paura del dentista passa davvero?
In genere si attenua molto, raramente sparisce del tutto, e va bene così. Quello che cambia è che smette di decidere: si viene lo stesso, si fa il controllo, si cura la cosa piccola. Dopo qualche seduta andata come avevo detto, la maggior parte delle persone arriva tesa e se ne va tranquilla.
9. Mio marito ha paura e non vuole venire: cosa posso fare?
Può telefonare lei, spiegarmi la situazione e fissare un primo appuntamento solo per parlare, senza cure: sapere che quel giorno non succede niente abbassa la soglia. Può accompagnarlo e restare in studio. Forzarlo di solito non funziona; dirgli che il primo passo è una chiacchierata, sì.
10. Ho paura del rumore degli strumenti: si può evitare?
Non del tutto, ma si può attenuare. Le cuffie con la propria musica sono benvenute, e dico prima quando il rumore inizia e quando finisce. Per molti il rumore è peggio della sensazione, e saperlo in anticipo aiuta. Nelle pause, con la poltrona alzata, il silenzio torna.
11. Chi segue paura del dentista a Lucca?
Dott.ssa Barbara Berti, odontoiatra iscritta all'Albo degli Odontoiatri di Lucca (n. 624), che nello studio si occupa di odontoiatria generale e conservativa: la visita, il piano e i controlli sono con lei, presso lo Studio Dentistico Adamanti di Lucca, in Via delle Ville Prima 966. Direttore Sanitario della struttura: Dott. Roberto Guazzetti.
12. Come raggiungo lo studio di Lucca se vengo da Capannori o da Porcari?
Lo studio è a San Marco, in Via delle Ville Prima 966, fuori dalle Mura, a pochi minuti dall'uscita Lucca Est della A11 e dalla circonvallazione, con parcheggio davanti allo studio. Per chi viene da Capannori, Porcari e Altopascio la segreteria fissa gli appuntamenti in orari comodi, e per i bambini di solito nel primo pomeriggio, fuori dall'orario di scuola.
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Via delle Ville Prima 966, 55100 Lucca (LU)
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Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00
Direttore Sanitario: Dott. Roberto Guazzetti
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