Dott.ssa Barbara Berti · Odontoiatra a Lucca
Dente rotto o scheggiato a Lucca
Per chi ha un dente rotto, scheggiato o incrinato: come lo guardo, cosa può aspettare e cosa no.
4,9 su 5 · 415 recensioni Google dello studio di Lucca«Professionalità , gentilezza. Il meglio per ritornare a sorridere.»
Patrizio B., recensione Google dello studio di Lucca
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In sintesi
In questa pagina spiego cosa faccio quando arriva un dente rotto o scheggiato a Lucca: come distinguo una scheggia di smalto da una frattura che scende verso la radice, cosa fare nelle prime ore, come riparo e quando una corona è più sensata di una ricostruzione.
Un dente rotto arriva quasi sempre di sorpresa: un nocciolo d’oliva, una caduta, una notte di denti stretti, e la lingua trova uno spigolo che prima non c’era. Si può salvare? Quasi sempre sì, ma dipende da dove passa la rottura.
Qui racconto come guardo un dente rotto o scheggiato a Lucca, cosa fare nelle prime ore e quando una corona è più sensata di una ricostruzione. Per dolore forte o gonfiore c’è la pagina sul mal di denti.
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Cosa dicono i pazienti dello studio di Lucca
Ho fatto l’igiene dentale con Barbara e mi sono trovata benissimo! Avendo i denti molto sensibili, è stata l’unica a utilizzare uno spray per rendere il trattamento meno fastidioso. Nulla da togliere agli altri che sono tutti super bravi, ma questo gesto in più mi ha fatto davvero tanto piacere. ❤️ A volte sono proprio queste piccole attenzioni a fare la differenza e a farti sentire coccolata e in buone mani. Grazie Barbara!
Mi hanno fatto un igiene molto accurata, con gentilezza e professionalità. Durante l'igiene hanno scoperto una piccola carie e si sono resi pronti e disponibili ed effettuare la cura immediata. Sono sempre precisi negli orari.
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Un dente rotto fa sempre male?
No. Molti denti rotti non fanno male per niente, e questo non vuol dire che il problema sia piccolo.
Il dolore dipende da quanto è profonda la rottura. Una scheggia di smalto si sente, graffia la guancia, ma non duole. Se la frattura arriva alla dentina il dente diventa sensibile al freddo e al dolce. Quando raggiunge la polpa, il dolore è vivo e può venire anche da solo, di notte. In mezzo ci sono i denti che fanno male solo masticando: lì sospetto una crepa che si apre sotto il carico.
Il punto che ripeto in visita è che l’assenza di dolore non è un via libera. Un pezzo mancante lascia la dentina scoperta, i batteri entrano, e un dente che oggi è solo brutto da vedere fra qualche mese può aver bisogno di una devitalizzazione. Chiedo quindi di farsi vedere entro pochi giorni anche se non si sente nulla. Chi ha dolore spontaneo, gonfiore o febbre non aspetta: lo vedo lo stesso giorno.

Cosa fare nelle prime ore con un dente scheggiato?
Conservare il frammento se c’è, non masticare da quel lato e chiamare lo studio per fissare quando vedersi.
Se il pezzo si trova, lo si mette in un po’ di latte o in una bustina con della saliva, non nell’acqua e non in un fazzoletto asciutto. A volte riesco a incollarlo. Se lo spigolo taglia la lingua, un pezzetto di cera o di gomma da masticare senza zucchero appoggiato sopra toglie il fastidio per qualche ora. Niente ghiaccio direttamente sul dente, niente pressioni con le dita per sentire se si muove.
Diverso è il dente che esce tutto, radice compresa, dopo un colpo. Lì il tempo conta davvero: un dente permanente avulso si può rimettere al suo posto, in genere, se arriva entro sessanta minuti, tenuto in latte o in bocca accanto alla guancia, preso per la corona e mai per la radice. Non si chiama per fissare un appuntamento: si viene, o si cerca un pronto soccorso se lo studio è chiuso.
- Il frammento. In latte o saliva, mai asciutto: a volte si riattacca.
- Lo spigolo. Cera o gomma senza zucchero sopra, per non tagliarsi la lingua.
- Il dente uscito. Entro un’ora, preso per la corona: si viene subito.

Come riparo un dente rotto o scheggiato?
Dipende da quanto manca: una scheggia si leviga o si ricostruisce in composito in una seduta, un pezzo grande ha bisogno di più.
Per una scheggia piccola sul bordo di un incisivo spesso basta levigare e lucidare lo spigolo: pochi minuti, nessuna anestesia. Se manca un angolo, ricostruisco con il composito, lo stesso materiale delle otturazioni, modellato a mano direttamente sul dente. In una seduta di un’ora circa il dente torna intero, con l’anestesia locale se la rottura è vicina alla dentina. Il colore lo scelgo a dente bagnato, prima che si asciughi e schiarisca.
Sui molari il discorso cambia, perché lì il dente lavora sotto un carico molto più alto. Una cuspide rotta su un dente già otturato non la ricostruisco in composito a cuore leggero: reggerebbe per un po’ e poi cederebbe di nuovo. In quei casi preferisco un restauro che abbracci il dente, una corona o un intarsio, e lo dico subito, anche se chiede più tempo. La riparazione giusta è quella che non devo rifare fra un anno.

Quando un dente rotto ha bisogno della devitalizzazione?
Quando la rottura ha scoperto la polpa o il dente ha iniziato a fare male da solo. Altrimenti si prova a conservarla.
Se nel punto rotto vedo un puntino rosso o il paziente sente dolore al minimo soffio d’aria, la polpa è esposta. Su un dente rotto di un adulto, la strada è quasi sempre la devitalizzazione: si toglie il nervo e si sigilla il canale, in una o due sedute. Nei ragazzi con la radice ancora in formazione provo invece a proteggere la polpa con una medicazione, perché un dente vivo continua a crescere e si rinforza.
Il caso più frequente, però, è il dente rotto che la polpa non l’ha toccata ma le è passato vicino. Lì ricostruisco e aspetto: il nervo può restare tranquillo oppure infiammarsi nelle settimane dopo. Spiego i segnali da tenere d’occhio, un dolore che dura dopo il freddo, un dolore che arriva di notte, e fisso un controllo. Devitalizzare per prudenza un dente che potrebbe restare vivo non lo considero una buona scelta: un dente devitalizzato è più fragile.
Ricostruzione o corona: come scelgo per un dente rotto?
Guardo quanto dente sano è rimasto e dove sta: molto dente e poco carico, ricostruzione; poco dente e molto carico, corona.
La domanda che mi faccio è se quello che resta può reggere da solo. Un incisivo con un angolo rotto ha quasi tutto il dente intatto, e la ricostruzione in composito è la risposta giusta. Un molare devitalizzato con due pareti su quattro no: masticando ci si appoggia con tutto il peso e prima o poi la parete sottile si spacca, a volte sotto la gengiva, dove non si ripara più. Lì la corona è quello che tiene insieme il dente.
Tra i due estremi c’è una zona grigia, e lì conta anche come si usa la bocca: chi stringe i denti di notte, chi mastica ghiaccio, chi ha già rotto altri denti. Lo dico con chiarezza e lascio scegliere, perché la ricostruzione si fa prima e si può sempre trasformare in corona dopo, mentre il contrario non vale. Ho scritto a parte il ragionamento che faccio tra corona o otturazione, con i casi in cui cambio idea.
- Molto dente, poco carico. Ricostruzione in composito, una seduta.
- Poco dente, molto carico. Corona, in due o tre sedute con una provvisoria nel mezzo.
- In mezzo. Si parte dalla cura più piccola, che non chiude la porta all’altra.
Come capisco se un dente è incrinato ma non rotto?
Con pazienza: una crepa spesso non si vede né in radiografia, e la cerco facendo mordere un dente alla volta.
Il dente incrinato è il caso che mi porta via più tempo. Il paziente dice che un molare fa male quando mastica qualcosa di duro, ma solo a volte, e che al freddo dà una fitta breve. Guardo bene con la luce di lato, faccio mordere su un piccolo cuneo di gomma cuspide per cuspide, coloro la superficie per far risaltare la linea. La radiografia spesso è pulita, perché la crepa corre in una direzione che non si vede.
Trovata la crepa, la domanda è quanto scende. Se resta nella corona del dente, lo proteggo con un restauro che lo abbraccia e in genere il dolore al morso sparisce. Se arriva alla polpa serve la devitalizzazione, e se scende lungo la radice il dente non si salva. Chi stringe i denti di notte incrina più spesso: in quei casi, dopo la cura, parlo di bruxismo e di un bite, perché proteggere gli altri denti vale quanto curare quello.
Dente rotto o scheggiato a Lucca: le situazioni che vedo più spesso
A Lucca il dente rotto che vedo più spesso è l’incisivo dell’adulto: un bicchiere urtato, una caduta dalla bici sulle Mura, un tappo stappato con i denti. Arriva con il pezzo in tasca, o senza, e con una domanda sola: si vede? Rispondo guardando dove passa la rottura. Se è nello smalto o appena nella dentina, ricostruisco in una seduta e il dente torna uguale ai vicini. Se è vicina al nervo, ricostruisco lo stesso ma avverto che potrebbe avere bisogno di altro, e fisso un controllo. In entrambi i casi chiedo di non aspettare mesi, perché un angolo scoperto si caria più in fretta.
Nella Piana di Lucca arrivano molto i molari: chi lavora di braccia tra Capannori, Porcari e Altopascio e stringe i denti sotto sforzo, chi ha un dente devitalizzato anni fa e mai coperto, chi mangia pane croccante e sente il crac. Qui la domanda non è se si vede, ma se tiene. Guardo quanto dente è rimasto e con cosa è stato otturato, faccio mordere per cercare la crepa, e dico la verità su quello che regge e quello che no. Molti si aspettano un’otturazione e sentono parlare di corona: spiego perché, e se c’è un margine per provare prima la cura più piccola, lo dico altrettanto chiaramente.
Chi arriva da Capannori, Porcari, Altopascio, San Marco e Sant'Anna concorda con la segreteria gli appuntamenti in orari comodi, concentrando visita e cura nella stessa settimana quando è possibile. Lo studio è a San Marco, in Via delle Ville Prima 966, fuori dalle Mura, a pochi minuti dall'uscita Lucca Est della A11 e dalla circonvallazione, con parcheggio davanti allo studio. Ricevo su appuntamento presso lo Studio Dentistico Adamanti di Lucca: la segreteria risponde al 0583 050656 e su WhatsApp negli orari di apertura.
Quando dente rotto o scheggiato non è la strada giusta?
Il dente rotto non si ripara sempre allo stesso modo, e in alcuni casi ricostruire non è la cosa giusta da fare:
- La frattura verticale della radice. Se la crepa scende lungo la radice, il dente non si salva: lo dico, e cosa mettere al suo posto si valuta in visita con i colleghi dello studio.
- Il dente che si muove dopo il colpo. Prima si stabilizza e si aspetta, poi si pensa alla forma: ricostruire su un dente ancora mobile non serve.
- La scheggia piccolissima. Se non taglia, non si vede e non è sensibile, levigare basta: ricostruire aggiunge materiale dove non serve.
- Il molare con poco dente rimasto. La ricostruzione in composito è solo un ponte verso la corona, non la soluzione.
- Il dente da latte. Nel bambino cambia tutto: un dente da latte rotto si valuta a parte, pensando al permanente che sta sotto.
Come si svolge il percorso, in tre passi?
- 1La visita. Guardo il dente, faccio mordere, una radiografia se serve, e dico cosa tiene e cosa no.
- 2La cura. Ricostruzione in una seduta, oppure devitalizzazione e corona in poche sedute, con una provvisoria nel mezzo.
- 3I controlli. Un controllo dopo qualche settimana per il nervo, poi il dente rientra nel giro normale ogni sei mesi.
Chiama lo 0583 050656 (rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.
Come si può pagare?
Una cura conservativa si paga per prestazione, al termine della seduta o della fase: il piano scritto dice in anticipo cosa comprende, quante sedute servono e quanto costa ciascuna voce.
Il piano di cura è scritto e ti viene consegnato dopo la visita, prima di qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende, in quante fasi si svolge e cosa succede se il percorso cambia strada.
Per le cure che si sviluppano in più sedute, come una corona o un percorso sulle gengive, il pagamento segue le fasi del lavoro, secondo quanto concordato con la segreteria prima di iniziare. Si paga con carta, bancomat o bonifico; per ogni pagamento viene emessa fattura.
Le cure odontoiatriche sono spese sanitarie: la fattura serve per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, secondo le regole in vigore, anche quando il paziente è un minore a carico.
- Piano scritto. Consegnato dopo la visita, con le alternative possibili e i tempi previsti.
- Pagamento per fasi. Concordato con la segreteria prima di iniziare, sulla base del piano.
- Fattura per ogni pagamento. Spesa sanitaria detraibile secondo le regole in vigore.
Cosa dicono i pazienti dello studio di Lucca
Recensioni Google della struttura odontoiatrica in cui la dottoressa riceve (Studio Dentistico Adamanti di Lucca), riportate alla lettera. Riguardano lo studio nel suo insieme, non necessariamente le cure della dottoressa.
Mi hanno fatto un igiene molto accurata, con gentilezza e professionalità. Durante l'igiene hanno scoperto una piccola carie e si sono resi pronti e disponibili ed effettuare la cura immediata. Sono sempre precisi negli orari.
Ho fatto l’igiene dentale con Barbara e mi sono trovata benissimo! Avendo i denti molto sensibili, è stata l’unica a utilizzare uno spray per rendere il trattamento meno fastidioso. Nulla da togliere agli altri che sono tutti super bravi, ma questo gesto in più mi ha fatto davvero tanto piacere. ❤️ A volte sono proprio queste piccole attenzioni a fare la differenza e a farti sentire coccolata e in buone mani. Grazie Barbara!
Ci sono stata per la prima volta e devo dire mi sono trovata bene fin da subito , sono molto accoglienti e gentili .,,personale medico molto competente e alla mano..studio ben curato e pulito! Rapidi anche nel servizio insomma nulla da ridire ,tutto positivo :)
Il primo passo è una visita
Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare una cura: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.
Domande frequenti: dente rotto o scheggiato a Lucca
1. Un dente scheggiato si può lasciare così com’è?
Se la scheggia è nello smalto, non taglia e non dà sensibilità, a volte sì: la levigo e la tengo d’occhio ai controlli. Se invece c’è dentina scoperta, il dente è più esposto a carie e a nuove rotture, e preferisco chiuderlo. Lo decido in visita guardando lo spessore di quello che resta.
2. Il pezzo di dente rotto si può riattaccare?
A volte sì, se il frammento è intero e arriva entro poche ore conservato in latte o saliva. Lo incollo al dente con la stessa tecnica delle ricostruzioni, e il risultato è il più naturale che si possa avere, perché è il dente stesso. Se il pezzo è secco o in più parti, ricostruisco in composito.
3. Quanto dura una ricostruzione in composito su un dente rotto?
In genere parecchi anni, ma dipende da dove sta e da come si usa la bocca. Su un incisivo tiene a lungo se non si mordono penne e unghie; su un molare che lavora molto dura meno. Una piccola scheggia del composito o un bordo ingiallito si ritoccano in pochi minuti, senza rifare tutto.
4. Ho rotto un dente devitalizzato: cosa cambia?
Cambia che il dente è più fragile, perché senza polpa è più secco e spesso ha già una grande otturazione. Se è rimasto abbastanza dente sopra la gengiva, lo ricostruisco con un perno e lo copro con una corona. Se la rottura è scesa sotto l’osso, in genere non si salva e lo dico subito.
5. Dente rotto sotto la gengiva: si salva?
Dipende da quanto sotto. Se il margine è appena sotto la gengiva, a volte si può scoprire con un piccolo intervento, che valuto con i colleghi dello studio, e poi fare la corona. Se la frattura è profonda lungo la radice, non c’è restauro che tenga: meglio saperlo prima di investire tempo.
6. Mio figlio ha rotto un dente da latte: cosa faccio?
Lo porto a farlo vedere, senza correre se non sanguina e non si muove molto. Un dente da latte scheggiato spesso si leviga o si ricostruisce; quello che mi interessa davvero è il permanente che cresce sotto, che un colpo può disturbare. Se il dente da latte esce intero, non si rimette: si reimpianta solo il permanente.
7. Dopo la ricostruzione il dente è sensibile al freddo: è normale?
Nei primi giorni sì, a volte per qualche settimana, soprattutto se la rottura era vicina alla polpa. Deve però migliorare, non peggiorare. Se il dolore comincia a durare dopo lo stimolo, arriva di notte o compare masticando, il nervo si sta infiammando e va rivisto: può servire la devitalizzazione, e prima si fa meglio è.
8. Ho un dente rotto ma non posso venire per settimane: cosa rischio?
Nel frattempo il bordo scoperto può cariarsi, la lingua e la guancia si irritano, e il dente può rompersi ancora masticando. Non è una tragedia, ma ogni pezzo in più che se ne va restringe le scelte: una ricostruzione può diventare una corona. Chiedo almeno una telefonata per capire se può aspettare davvero.
9. Una corona scheggiata si ripara?
Una piccola scheggia sulla ceramica a volte si leviga o si ripara con il composito, sapendo che è una soluzione di passaggio. Se la corona è rotta davvero, o il dente sotto si è spezzato, va rifatta: prima controllo che la radice sia integra, perché su una radice spaccata nessuna corona nuova ha senso.
10. Chi segue dente rotto o scheggiato a Lucca?
Dott.ssa Barbara Berti, odontoiatra iscritta all'Albo degli Odontoiatri di Lucca (n. 624), che nello studio si occupa di odontoiatria generale e conservativa: la visita, il piano e i controlli sono con lei, presso lo Studio Dentistico Adamanti di Lucca, in Via delle Ville Prima 966. Direttore Sanitario della struttura: Dott. Roberto Guazzetti.
11. Come raggiungo lo studio di Lucca se vengo da Capannori o da Porcari?
Lo studio è a San Marco, in Via delle Ville Prima 966, fuori dalle Mura, a pochi minuti dall'uscita Lucca Est della A11 e dalla circonvallazione, con parcheggio davanti allo studio. Per chi viene da Capannori, Porcari e Altopascio la segreteria fissa gli appuntamenti in orari comodi, e per i bambini di solito nel primo pomeriggio, fuori dall'orario di scuola.
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